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Le nostre indagini

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Francis Pianari: fondatore; investigatore - elaborazione dati - webmaster
Sara Iacopi: investigatore-addetta evp-pubbliche relazioni
Qui trovate la lista della nostra strumentazione di cui ci avvaliamo durante le indagini

Castello di Gusciola

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Indagine presso il Castello di Gorzone Brescia

Cenni storici

Il castello sorge su uno sperone roccioso compreso tra il paese di Gorzone ed il fiume Dezzo, è una costruzione spoglia, austera, con finestre ad arco acuto, senza torri.

All'esterno un ampio parco orientato verso est, mentre sui lati meridionale e occidentale è presente una scoscesa scarpata che scende nel fiume Dezzo.
La struttura risalirebbe al 1160, ad opera della famiglia Brusati, poi divenuta Federicighibellini, alleati di Federico Barbarossa.
Nel 1287, a seguito della grande ribellione camuna, il comune di Brescia, emette un bando contro la famiglia Federici con una ricompensa per la distruzione delle sue rocche. Il castello venne distrutto e saccheggiato nel 1288, ma grazie alla riappacificazione tra la famiglia ghibellina ed il Comune bresciano, grazie all'arbitrato di Matteo Visconti, la rocca venne ricostruita tra la fine del XIII e l'inizio delXIV secolo.
Negli anni 1490-1495, grazie alla pax veneta, il castello perde la sua funzione di rocca e si trasforma in residenza signorile, ampliandosi e costruendo un loggiato interno in stile veneziano.[1]
Inciso sulla pietra simona del portale d'ingresso, oltre allo stemma dei Federici (scacchi d'argento trasversali in campo azzurro) quello dei signori veronesi Della Scala.
Il giardino interno, sul quale si affaccia un loggiato con archi e colonne ricchi di stemmi, presenta un pozzo di raccolta d'acqua piovana.
All'interno sono presenti sale, pareti finemente decorate, soffitti a cassettone con pregevoli decorazioni.[2]
Al di sotto del castello vi erano delle gallerie, oggi parzialmente crollate, che comunicavano con l'esterno, verso il Dezzo e la Casa Caffi, che apparteneva ai Federici del ramo cadetto.[1]

informazioni tratte da wikipedia

LE LEGGENDE

Grazie alla collaborazione con l'associazione che ha in gestione le attività di promozione  della location, ci è stata concessa la possibilità di accedere a molte delle stanze non aperte normalmente al pubblico e di eseguire un' interessante investigazione in notturna che ci ha fatto scoprire  suggestivi punti del castello.


Le leggende che circondano gli antichi abitanti del castello, narrano di uno dei personaggi storici del luogo, appartenente alla famiglia dei Federici e che come succedeva sovente anche in altri castelli, eliminava le proprie concubine scomode facendole gettare in un pozzo provvisto di coltelli e punte acuminate....che si trovava per l'appunto all'interno della fortificazione. Si parla ripetutamente anche di una stanza dei coltelli, utilizzata per eliminare persone scomode e condannati a morte, di cui però non abbiamo trovato traccia storica.

Molto interessante è la storia collegata alle ultime discendenti nobiliari del castello...due sorelle vissute nella struttura dalla prima metà del '900, di professione maestre e quindi molto conosciute nel circondario. Era in effetti abbastanza difficile che nella zona rurale dove risiede la struttura, delle donne potessero raggiungere un elevato grado di istruzione in quel periodo storico. 

Tornando alla leggenda che circonda la vita delle due sorelle, gli abitanti del luogo raccontano di interessi nel paranormale e nella pratica dell'esoterismo da parte delle due ultime castellane. E' possibile che le voci siano comunque state sparse, semplicemente per gelosia e per la vita abbastanza appartata che conducevano le due proprietarie.

L' INDAGINE 
ORE 24:00 Inizio dell'installazione di tutte le necessarie attrezzature fisse nei punti di maggiore interesse del castello e preparazione/collegamento della consueta consolle di regia.

ORE 01:00 Inizio attenta perlustrazione di tutte le stanze accessibili (in effetti alcuni locali non sono stati visitati per motivi di sicurezza). La strumentazione in esterna prevede 1 K2, 1 telecamera a visione  notturna, 1 telecamera Full spectrum, Termometro digitale, Action Cam, Registratratore digitale etc.n...

Iniziamo la nostra nuova indagine partendo dalle stanze normalmente accessibili al pubblico e troviamo immediatamente due fotografie estremamente antiche ed interessanti che ci accolgono, raffiguranti le ultime due castellane.

Leggi tutto: Indagine presso il Castello di Gorzone Brescia

[24/04/2013] Cena con i Ghost Finder al Castello di Gusciola

Cena e presentazione Ghost Finder al Castello di Gusciola (Modena)

gusciola



INFO E PRENOTAZIONI 

Alberto : 348.3728132
oppure visita il sito ufficiale : 
www.castellodigusciola.it


Indagine in Castello a Brescia in supporto ai GHT

Stiamo analizzando diverso materiale catturato durante l'indagine svolta al castello di Brescia in supporto ai GHT. Per correttezza, data la gentile occasione dataci dai GHT stessi, aspettiamo a pubblicare qualsiasi relazione. Ovviamente inseriremo il servizio intero realizzato dai GHT per Aliis Mundi appena pronto. Stay tuned!

Sopralluogo Castello di Brescia

Scheda indagine

Location:     castello di Brescia
Status:     proprietà comunale
Data indagine:     02/2012
Orario:     pomeriggio


Introduzione

Domenica 26 febbraio si è svolto con successo il sopralluogo presso uno dei maggiori emblemi storici della nostra amata città: il castello di Brescia.
Un grazie particolare va all'associazione "Due passi nel mistero" ed al nostro storico esterno Armando Bellelli, vincitore del primo premio "Ricerca nel mistero", che ci hanno permesso di presenziare con i nostri strumenti d'indagine. Questo importante evento ci ha permesso infatti di poter ispezionare i vari ambienti, aprendoci letteralmente le porte su un mondo che normalmente i visitatori non vedono e, forse, nemmeno immaginano: torri, magazzini, sotterranei e tutti quelle stanze chiuse dietro le inferriate o nascoste in fondo ad oscure scalinate.


Cenni storici

Il Castello di Brescia, il Falcone d'Italia, è una delle più grandi fortezze del nostro Paese. In tutta la storia di Brescia il Castello fu il punto di riferimento per la difesa della città. Infatti nel 1426, grazie al Castello, Brescia resistette otto mesi all'assedio dei Visconti, contro il cui dominio si era ribellata.

Le origini del Castello risalgono al periodo dei comuni, tra il XII ed il XIII secolo, sebbene la stessa struttura poggiasse su una base rettangolare di epoca tardo-romana (I sec. d.C.). Il grande sviluppo della struttura si ebbe poi attorno al Quattrocento ad opera dei Visconti di Milano, con la creazione del Mastio e, successivamente, nel Cinquecento ad opera della Repubblica di Venezia con la creazione delle torri circolari, dei bastioni e dei magazzini per conservare le derrate alimentari.

Luoghi di particolare interesse per le nostre indagini si sono rivelati le antiche strutture della Torre dei prigionieri, la Torre dei francesi e la Fossa dei Martiri.
Sulle pareti interne della prima si trovano numerose scritte e disegni lasciati da chi venne rinchiuso; piccole incisioni si vedono anche su porte e davanzali di finestre dotate di pesanti inferriate, di dimensioni anguste, che rendono bene l'idea di quale fosse l'atmosfera che i carcerati dovevano respirare.
La seconda serviva come difesa per un lato della città. Ogni piano della torre presenta delle cannoniere a raggiera, dotate di sfiatatoi di arieggiamento. Siamo scesi anche nell'ultimo livello, quello sotterraneo, cosa che può avvenire grazie al posizionamento di una scala tramite la quale si raggiunge una scala in muratura originaria che scende fino ad una fuciliera.
Nell'ultimo luogo, come ricorda il nome stesso, avvennero le fucilazioni di giovani partigiani tra il 1943-'45, macabramente testimoniate da scalfitture delle pallottole delle esecuzioni. Una lapide ricorda questi fatti, che nessuno potrà dimenticare.


Descrizione sopralluogo


Con la strumentazione scientifica strettamente indispensabile, due K2 e una videocamera Full Spectrum, ci siamo addentrati nei luoghi sopra citati riscontrando forti anomalie.
In diversi punti abbiamo avuto occasione di rilevare diverse variazioni di campi elettromagnetici grazie all'ausilio di misuratori EMF.
Dopo aver appurato la mancanza di interferenze da fattori esterni che avessero potuto modificare il campo elettromagnetico, siamo giunti alla conclusione che le anomalie accertate rimangono di origine sconosciuta.
Ci riserviamo la futura possibilità di svolgere un'indagine effettiva con l'ausilio di tutta la strumentazione in nostro possesso.

 Video K2  tn p1070653  Foto 2  Foto 3
Video anomalia K2   
  Foto 1   Foto 2     Foto 3   

Sulla nostra pagina facebook potete trovare ulteriori fotografie

Indagine colonia estiva abbandonata (Prov. BS)

Scheda indagine

Location :   colonia estiva per bambini 
Status :  edificio abbandonato
Data indagine:  01/2012
Orario:  pomeriggio / sera

 

Cenni storici

Ci troviamo in un piccolo paese in provincia di Brescia, dove pare che anche qui possano esistere fantasmi. Infatti, la gente del posto attribuisce ad un luogo particolari eventi ed è timorosa ad avvicinarsi a quello che resta di questa colonia estiva.
Si racconta che questo luogo fu, in tempi passati, una colonia estiva nella quale trascorrevano le vacanze estive numerosi bambini, data l’aria particolarmente buona e salutare. Questa casa era gestita da un gruppo di suore che si dedicavano alla cura dei bambini, affinché questi potessero trascorrere qualche giorno di vacanza in un ambiente tranquillo ed allegro.
La storia narra che, in circostanze non specificate, un locale dell’edificio prese fuoco e che, tra il caos generale e la corsa per mettere in salvo più persone possibili, perse la vita una bimba di 10 anni. In molti credono che la sua anima sia ancora presente all’interno dello stabile, ormai oggi completamente abbandonato. Qualcuno sostiene di aver visto lo spirito, altri invece credono che sia solo una delle tante leggende. Data la misteriosità della storia, abbiamo accolto con piacere la possibilità di un’indagine sul campo offertaci dalla segnalazione di Mattia L. e Morin C., con il supporto di Armando Bellelli.

Descrizione indagine

Geograficamente situata in zona abbastanza scostata dall' abitato, la struttura risulta completamente priva di elettricità e sufficientemente lontana da fonti di luce esterna. Vista la posizione prominente sulle poche case presenti nei dintorni, ad un attento controllo, non risulta presente alcun inquinamento lumisoso che possa pregiudicare il risultato di fotografie e video.

L'intera struttura risulta incredibilmente in buone condizioni (eccezion fatta per i danni causati dal normale deterioramento dovuto al tempo ed a qualche sporadico atto vandalico). Da subito ci ha stupito l' integrità generale delle stanze, che presentano comunque chiari segni di abbandono con una nutrita quantità di suppellettili ed oggetti di vita comune (materassi, sedie, letti, giornali e riviste dell'epoca) che ci riportano alla destinazione iniziale dei locali.
Alcuni visitatori occasionali dei luoghi ci hanno raccontato come nessun abitante della zona si avvicini al complesso per paura e, come durante un loro sopralluogo, si siano verificate anomalie interessanti, tra cui:  intense sensazioni di disagio, variazioni termiche repentine nei locali, presenze di anomalie in foto e video eseguiti nell' edificio.
Iniziamo la nostra investigazione in pieno pomeriggio per meglio comprendere alla luce del sole le reali condizioni della struttura ed ogni possibile causa che potesse aver causato le anomalie riscontrate.
Dopo un primo rapido sopralluogo delle camerate è stato possibile da subito riscontrare una breve (unica) variazione di campi elettromagnetici registrata col K2 (escluse da manuale le tradizionali cause che possono portare ad un falso positivo).  
In una delle innumerevoli stanze visitate è presente una particolare rappresentazione simil - esoterica dipinta con vernice nera  acrilica su una singola parete. Vi risultano raffigurate un buon numero di croci di differente misura e di differente intensità di colore, presumibilmente tracciate a pennello. Particolare è la presenza di impronte di mani di varia dimensione (sempre a vernice nera) tra cui possiamo facilmente identificare mani di bambini dall'età approssimativa di 5/6 anni insieme ad altre impronte di persona adulta. La posizione delle impronte più piccole sembrerebbe indicarci come sia stata utilizzata qualche forma di rialzamento da parte dei bambini; in effetti dall' intensità delle impronte e dalla loro altezza dal suolo riteniamo che non sia stato possibile ottenerle senza un piano rialzato o l'aiuto di un adulto. Nonostante l'interessante rappresentazione non risultano presenti nella stanza altre informazioni che ci possano indicare la motivazione reale del dipinto che potrebbe trovare quindi svariate motivazioni.
Giungiamo alla piccola stanza bruciata ove sono ancora estremamente visibili tutti i danni di un piccolo rogo circoscritto; un estremo disordine ed un letto bruciato, insieme ad una miriade di supellettili sparsi qua e là, danno certamente una parvenza completamente differente dalle altre stanze dello stabile. 
Ad un attento controllo col termometro digitale è stato possibile riscontrare una significativa variazione termica localizzata in un area di 30 cm, con discrepanze pari a +/- 7 gradi in confronto alle altre rilevazioni. Abbiamo esaminato tutte le possibili fonti che potessero causare questa anomalia senza trovarne una decisiva.

Altro elemento interessante è risultato dall'analisi del video registrato con la nostra telecamera full spectrum. Per più secondi si può notare un particolare lampeggio sullo sfondo dell'inquadratura che a prima vista può essere collocato nella stanza in fondo al corridoio che stavamo percorrendo.

Dopo approfondite analisi, anche grazie al supporto di Stefano Urso (regista bresciano), non siamo al momento in grado di identificare un oggetto o un fascio luminoso causa di tale effetto singolare. Tuttavia, lo studio di questa anomalia resta aperto.
Nonostante queste registrazioni di fenomeni sopra elencati durante la nostra indagine non possiamo affermare presenze all'interno di questo stabile. Ci teniamo comunque disponibili ad analizzare ulteriori prove future che ci saranno fornite.

 

Foto croci p1000423
 Foto croci  Dettaglio mano bambino

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