AN INTERVIEW BY SIMONA DELL'UNTO

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Chi e? un Ghost Hunter?
“Certamente non e? un cacciatore di fantasmi, piuttosto e? colui che ricerca delle motivazioni razionali a fenomeni paranormali.”
Ce lo ha raccontato Francis Pianari, fondatore di Ghost Finder.

Simona. Come nasce la vostra associazione?
Francis. A diciotto anni mi divertivo ad andare a smascherare falsi sensitivi. Mi divertiva cercare di carpire i loro segreti. Fingevo delle movenze del corpo o davo delle mezze risposte, per fare in modo che il sensitivo di turno mi desse esattamente quello che volevo e in qualche modo cercavo di smascherarlo. Un giorno poi ho incontrato un sensitivo che mi ha letteralmente fregato ed e? stato impossibile dare una spiegazione razionale e scientifica. Sembrera? un controsenso, ma io sono uno scettico.
Il mio lavoro principale e? fare il programmatore, quindi sono totalmente immerso nel mondo dei numeri e del razionale, pero? quando non e? possibile trovare risposte razionali, in nessuna maniera, mi rendo conto che bisogna andare affondo e informarsi. Anche mia moglie era ed e? profondamente appassionata del paranormale, cosi? abbiamo studiato gli albori del ghost hunting che e? una disciplina assolutamente moderna, e abbiamo capito che nell’analisi c’erano delle discrepanze logiche.
Ci siamo messi quindi in campo e abbiamo cercato di capire il perche? di questi fenomeni.
La mia impronta e? stata e rimane scettica, ma totalmente aperta alla possibilita? e alla voglia di capire sempre di piu?.

Simona. Ripensando all’inizio della tua avventura, qual e? stata l’esperienza piu? elettrizzante?
Francis. Sembrera? assurdo, ma sicuramente dove non ho trovato nulla di paranormale.
Alle volte ci siamo trovati in situazioni talmente pesanti che hanno creato, anche a uno scettico come me, una sensazione di forte disagio. Ricordo che ci trovavamo sul lago d’Idro in una ex colonia per bambini completamente abbandonata.
La situazione era decisamente tetra: nel buio piu? totale una distesa di lettini per bambini lungo i lati delle stanze, disegni in terra e d’improvviso un gatto nero mi e? saltato davanti. Posso assicurarti che nonostante non c’entrasse nulla con i fantasmi, ero immerso in una situazione psicologica talmente pesante che ho dovuto ricordarmi della prima regola del ghost hunting: non scappare mai.

Simona. Quanto influisce quindi la suggestione?
Francis. Tantissimo. Ho impiegato anni per riuscire a rimanere fermo nel caso di un qualsiasi problema durante un sopralluogo. Con problema non intendo un fenomeno legato al paranormale. Basta, banalmente, una porta che si spalanca all’improvviso. E’ quasi impossibile non avere paura, ma ho lavorato sul controllo. L’autosuggestione e? molto pericolosa, ma d’altro canto e? anche quella che ti tutela dal non rischiare troppo. Il pericolo per un ghost hunter non e? mai un fantasma o presunto tale, oppure le energie o il paranormale. Cio? che puo? creare davvero pericolo e? l’animale di turno, tu che scappi al buio, scalini, voragini, crolli strutturali in posti dismessi. Insomma, pericoli tangibili.

Simona. In Italia ci sono delle aree con maggiore densita? di segnalazioni?
Francis. Riceviamo moltissime segnalazioni e richieste a livello nazionale, piu? che altro di analisi che per sopralluoghi, anche perche? sarebbe impossibile gestirle. Quello che posso dire e? che sicuramente il centro Italia e? quello maggiormente interessato.

Simona. C’e? un motivo specifico a tuo avviso o e? piu? che altro una questione culturale?
Francis. Sicuramente culturale. Nel meridione c’e? una modalita? differente di aiuto, diciamo piu? legata al folklore e alle tradizioni dei luoghi. Nel vero e proprio Nord d’Italia non riceviamo alcuna segnalazione o quasi zero, perche? culturalmente questi fatti si nascondono e vengono rifiutati. In centro Italia devo dire che ho riscontrato negli anni una maggiore apertura. E’ gia? presente evidentemente una conoscenza relativa al come muoversi e a chi rivolgersi, ovviamente anche grazie ai media che hanno aiutato moltissimo.

Simona. Le vostre indagini sono totalmente gratuite e prediligete intervenire su case private. Si puo? dire quindi che il vostro studio e approfondimento dei fenomeni paranormali, vada di pari passo con l’aiuto concreto alle persone?
Francis. La maggior parte dei nostri interventi non vengono nemmeno nominati sul nostro portale, perche? sono relativi ad abitazioni private. La cosa fondamentale per noi e? ribadire che tutte le nostre attivita? sono completamente gratuite, perche? vogliamo andare affondo alla ricerca interiore per trovare delle risposte. La cosa piu? importante nel ghost hunting e? l’aiuto alla persona reale piu? che il sopralluogo nel castello o nel bosco infestato. La casa privata e? quella dove incontri persone che realmente stanno soffrendo e hanno problemi. Il nostro ruolo e? quello di mediare tra problemi concreti e quelli legati al paranormale, bisogna lasciare aperte varie possibilita?.

Simona. In questi interventi per privati, ne ricordi uno particolarmente interessante per il versante paranormale?
Francis. Uno dei casi che piu? mi ha appassionato e? stato sicuramente sulle montagne dell’Appennino Tosco Emiliano. C’ era stato richiesto un sopralluogo dall’acquirente di in una proprieta? con uno storico paranormale. Eravamo stati contattati noi per fornire delle informazioni pseudo-scientifiche e una sensitiva di nostra conoscenza, per avere anche un riscontro dell’ambito paranormale puro. C’erano anche due negromanti, dei sensitivi addetti a scatenare eventuali energie per fare in modo che noi potessimo agganciarle e studiarle. Una volta giunti sul posto, la casa era senza utenze attive, in totale ristrutturazione e decisamente isolata, senza alcun tipo di vicinato. Come da prassi abbiamo posizionato tutte le nostre attrezzature, mentre i sensitivi si occupavano dell’attivazione di eventuali energie pseudo paranormali. Terminato il tutto e controllato che non ci fosse nessuno nella struttura – animali compresi – siamo andati a mangiare una pizza poco distante. Io avevo le chiavi della casa in tasca e controllavo costantemente l’entrata per essere sicuro che nessuno potesse intrufolarsi. Dopo circa tre quarti d’ora abbiamo visto uscire del fumo dalla struttura. Ci siamo ovviamente precipitati sul posto e abbiamo notato che l’incendio – subito domato – era divampato per delle candele nere apposte dai sensitivi. Abbiamo raccolto le nostre attrezzature e siamo tornati a casa per studiare il materiale raccolto. Non potevo immaginare di avere tra le mani una delle piu? affascinanti registrazioni mai fatte. In una di queste stanze c’erano svariate travi di sostegno per la ristrutturazione che saranno pesate fra gli otto e i dieci chili l’una. In un’ora scarsa di registrazione si sono susseguiti una miriade di rumori fisici: le travi volavano, rumori di trascinamento, oggetti sbattutti. Tutto questo e? poi aumentato in fase di incendio. Come se la struttura si stesse ribellando alle fiamme. Molto del lavoro del Ghost Hunting e? a posteriori. Durante l’indagine tendenzialmente non vedi e non percepisci nulla, quando vai ad analizzare il materiale raccolto, trovi delle anomalie. In questo caso le anomalie, i suoni, non erano i classici rumori legati al paranormale, ma reali, di ogni genere. Fantastico.

Simona. Come selezionate i vostri ghost hunters?
Francis. Organizziamo spesso degli incontri pubblici, non solo i classici convegni, ma anche quelli che noi chiamiamo Ghost Experience. Facciamo vivere a persone comuni l’esperienza del ghost hunter. Queste persone vengono selezionate in base a caratteristiche tecniche e professionali, possono essere psicologi, sensitivi o anche senza alcun tipo di esperienza, ma profondamente interessate all’argomento. Vengono abbinate in gruppi e viene condotta una vera indagine in prima persona con le nostre strumentazioni. Diamo ovviamente anche una apporto di formazione teorica a monte e interveniamo concretamente solo in bisogno di aiuto. In queste occasioni, abbiamo individuato delle persone particolarmente dotate, interessate nel tempo, anche nella fase teorica, e abbiamo cominciato a collaborare.

Simona. Come immagina il futuro di realta? come Ghost Finder?
Francis. Il nostro futuro e? sicuramente legato all’interrogativo “Il paranormale esiste o non esiste?”. Dal mio punto di vista, posso dire che credo maggiormente alla potenzialita? del cervello umano che al paranormale effettivo. D’altro canto esistono teorie conclamate e ormai accettate dal punto di vista scientifico che parlano di altre dimensioni. Il punto di arrivo delle strumentazioni future, sara? quello di entrare in contatto realmente con queste altre dimensioni, per capire se siamo noi stessi in un altro livello oppure se ci sono altre forme. In piu?, relativamente al paranormale, non abbiamo mai la certezza di chi ci stia rispondendo. Bisogna capire quindi se le strumentazioni future ci sapranno dare prove piu? concrete, pero? credo sia qualcosa di molto lontano. Io spero ovviamente in uno sviluppo positivo. Infatti, alla fine dei miei convegni, generalmente, da buono scettico, dico sempre questo: La volta che prendero? un calcio nel sedere da un fantasma, sara? il massimo dell’appagamento interiore, perche? sarebbe la dimostrazione che avevo torto e si aprirebbe un intero nuovo mondo.
Ecco perche? uno scettico come me continua ad andare avanti nonostante i dubbi.

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Words by Simona Dell’Unto.
Translation by Amanda Luna Ballerini

Images courtesy of Ghost Finder.
(www.ghostfinder.it)

Fonte : http://www.soapoperafanzine.com/ghost-finders/