Sopralluogo Castello di Brescia

Scheda indagine

Location:    castello di Brescia
Status:    proprietà comunale
Data indagine:    02/2012
Orario:    pomeriggio

Introduzione

Domenica 26 febbraio si è svolto con successo il sopralluogo presso uno dei maggiori emblemi storici della nostra amata città: il castello di Brescia.
Un grazie particolare va all’associazione “Due passi nel mistero” ed al nostro storico esterno Armando Bellelli, vincitore del primo premio “Ricerca nel mistero”, che ci hanno permesso di presenziare con i nostri strumenti d’indagine. Questo importante evento ci ha permesso infatti di poter ispezionare i vari ambienti, aprendoci letteralmente le porte su un mondo che normalmente i visitatori non vedono e, forse, nemmeno immaginano: torri, magazzini, sotterranei e tutti quelle stanze chiuse dietro le inferriate o nascoste in fondo ad oscure scalinate.

Cenni storici

Il Castello di Brescia, il Falcone d’Italia, è una delle più grandi fortezze del nostro Paese. In tutta la storia di Brescia il Castello fu il punto di riferimento per la difesa della città. Infatti nel 1426, grazie al Castello, Brescia resistette otto mesi all’assedio dei Visconti, contro il cui dominio si era ribellata.

Le origini del Castello risalgono al periodo dei comuni, tra il XII ed il XIII secolo, sebbene la stessa struttura poggiasse su una base rettangolare di epoca tardo-romana (I sec. d.C.). Il grande sviluppo della struttura si ebbe poi attorno al Quattrocento ad opera dei Visconti di Milano, con la creazione del Mastio e, successivamente, nel Cinquecento ad opera della Repubblica di Venezia con la creazione delle torri circolari, dei bastioni e dei magazzini per conservare le derrate alimentari.

Luoghi di particolare interesse per le nostre indagini si sono rivelati le antiche strutture della Torre dei prigionieri, la Torre dei francesi e la Fossa dei Martiri.
Sulle pareti interne della prima si trovano numerose scritte e disegni lasciati da chi venne rinchiuso; piccole incisioni si vedono anche su porte e davanzali di finestre dotate di pesanti inferriate, di dimensioni anguste, che rendono bene l’idea di quale fosse l’atmosfera che i carcerati dovevano respirare.
La seconda serviva come difesa per un lato della città. Ogni piano della torre presenta delle cannoniere a raggiera, dotate di sfiatatoi di arieggiamento. Siamo scesi anche nell’ultimo livello, quello sotterraneo, cosa che può avvenire grazie al posizionamento di una scala tramite la quale si raggiunge una scala in muratura originaria che scende fino ad una fuciliera.
Nell’ultimo luogo, come ricorda il nome stesso, avvennero le fucilazioni di giovani partigiani tra il 1943-’45, macabramente testimoniate da scalfitture delle pallottole delle esecuzioni. Una lapide ricorda questi fatti, che nessuno potrà dimenticare.


Descrizione sopralluogo

Con la strumentazione scientifica strettamente indispensabile, due K2 e una videocamera Full Spectrum, ci siamo addentrati nei luoghi sopra citati riscontrando forti anomalie.
In diversi punti abbiamo avuto occasione di rilevare diverse variazioni di campi elettromagnetici grazie all’ausilio di misuratori EMF.
Dopo aver appurato la mancanza di interferenze da fattori esterni che avessero potuto modificare il campo elettromagnetico, siamo giunti alla conclusione che le anomalie accertate rimangono di origine sconosciuta.
Ci riserviamo la futura possibilità di svolgere un’indagine effettiva con l’ausilio di tutta la strumentazione in nostro possesso.